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Elezioni 2022, stessa legge ma meno parlamentari, ridefiniti i collegi





Ridotti gli eletti a Roma da 945 a 600. La provincia di Ravenna è distinta solo per la quota maggioritaria alla Camera. Il sistema costringe i partiti a stringere alleanze. Entro Ferragosto i simboli, entro il 22 i nomi dei candidati: liste bloccate molto corte






montecitorio camera


Poiché la nuova legge elettorale promessa non è mai arrivata, il 25 settembre si andrà al voto per le Politiche con quella in vigore e con cui è stato eletto l’attuale Parlamento, con l’unica e non irrilevante differenza che, in base all’esito del referendum del 2020, il numero complessivo dei parlamentari è stato ridotto (da 945 a 600) e di conseguenza sono stati ridisegnati tutti i collegi.


Per quanto riguarda il territorio di Ravenna dunque alla Camera si avrà un collegio provinciale per l’uninominale e un collegio insieme al resto della Romagna e a Ferrara per quello plurinominale su base proporzionale; per il Senato invece un collegio uninominale con la provincia di Ferrara, mentre il collegio plurinominale coinvolgerà l’intera zona orientale della Regione inclusa una parte del Bolognese.


Dunque un terzo dei deputati e senatori sarà eletto in collegi uninominali dove basterà un voto più dell’avversario e due terzi invece saranno eletti in collegi plurinominali su base proporzionale. In questo caso, come già accaduto nel 2018, si tratterà di liste bloccate molto corte dove quindi la posizione farà la differenza. Difficile da queste parti immaginare l’elezione oltre il secondo nome.




Le prime simulazioni formulate dall’istituto Cattaneo sulla base del voto del 2019 alle Europee confermano che a Ravenna dovrebbe essere in vantaggio il centrosinistra, ma con distinzioni necessarie. Il collegio uninominale del Senato, per esempio, che include Ferrara, potrebbe essere sicuramente meno certo di quello alla Camera, che include la sola provincia di Ravenna. Detto questo, il centrodestra è dato in forte vantaggio e dunque nulla di certo.




Dato il sistema elettorale e il terzo dei seggi eletti con il maggioritario (ossia viene eletto il candidato che prende un voto più degli altri), i partiti sono più o meno costretti ad allearsi, dato anche lo sbarramento previsto per il proporzionale (al 10 percento per le coalizioni e al 3 percento per la singola lista).


I tempi sono i minimi tecnici previsti dalla legge e così entro Ferragosto dovranno essere presentati i simboli ed entro il 22 agosto dovranno essere depositate le liste per poi affrontare una campagna elettorale di appena un mese.

Tempi così stretti rendono quanto mai impervio il tentativo di presentarsi alle elezioni per forze che devono raccogliere le firme, forze cioé che non siano già presenti in Parlamento, anche perché come noto servono persone disposte alla certificazione delle firme, il tutto in piena estate. Per questo alcune formazioni più piccole sperano in deroghe che tengano conto dell’eccezionalità della situazione.










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