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Cordoglio per la morte di Adelina Grossi, testimone dell’eccidio di Massa Lombarda

La partigiana è morta a 93 anni. «Ha incarnato i valori dell’antifascismo»


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Adelina Grossi


È morta mercoledì mattina, a 93 anni, Adelina Grossi, partigiana e testimone dell’eccidio alle case Baffè e Foletti di Massa Lombarda del 17 ottobre 1944.


Il sindaco Michele de Pascale e la presidente del Consiglio comunale di Ravenna, Livia Molducci, esprimono «profondo cordoglio».


«Fu molto attiva nel promuovere il riconoscimento delle donne che ebbero un ruolo decisivo nella lotta partigiana – continua la nota congiunta di De Pascale e Molducci -. Un tema che affrontò anche in occasione delle celebrazioni del 72° anniversario della Liberazione di Ravenna quando, il 5 dicembre del 2016 nella Sala Preconsiliare della residenza municipale, portò la sua testimonianza alla platea composta da numerosi studenti delle scuole superiori. Fu un momento davvero significativo a dimostrazione che la memoria, di cui tutti dobbiamo assumerci l’impegno, è l’elemento determinante perché tragici eventi non accadano più».


Anche il sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi esprime, a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera città, «il più sincero cordoglio».


«Adelina – ricorda Daniele Bassi – fu partigiana e testimone, in età adolescenziale, della strage alle case Baffè e Foletti ad opera degli oppressori nazifascisti che trucidarono 23 persone. Nata e vissuta a Massa Lombarda fino ai 24 anni, è stata attiva protagonista nel tener viva, con appassionata lucidità, la memoria della Resistenza e della lotta di Liberazione. Ha incarnato nel modo più autentico i valori e i principi dell’antifascismo, su cui si basa la nostra convivenza civile».


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